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CAPO III

Capo III - Delle tipografie e arti affini e delle esposizioni di manifesti e avvisi al pubblico

111. (art. 111 T.U. 1926). - [Non si pu˛ esercitare senza licenza del Questore l'arte tipografica, litografica, fotografica, o un'altra qualunque arte di stampa o di riproduzione meccanica o chimica in molteplici esemplari.

La licenza vale esclusivamente per i locali in essa indicati.

╚ ammessa la rappresentanza] (Per l'abrogazione delle norme contenute nel presente articolo vedi gli artt. 16 e 164, D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112).

112. (artt. 112 e 113 T.U. 1926). - ╚ vietato fabbricare, introdurre nel territorio dello Stato, acquistare, detenere, esportare, allo scopo di farne commercio o distribuzione, o mettere in circolazione scritti, disegni, immagini od altri oggetti di qualsiasi specie contrari agli ordinamenti politici, sociali od economici costituiti nello Stato o lesivi del prestigio dello Stato o dell'autoritÓ o offensivi del sentimento nazionale, del pudore o della pubblica decenza, o che divulgano, anche in modo indiretto o simulato o sotto pretesto terapeutico o scientifico, i mezzi rivolti a impedire la procreazione o a procurare l'aborto o che illustrano l'impiego dei mezzi stessi o che forniscono, comunque, indicazioni sul modo di procurarseli o di servirsene.

╚ pure vietato far commercio, anche se clandestino, degli oggetti predetti o distribuiti o esporli pubblicamente.

L'autoritÓ locale di pubblica sicurezza ha facoltÓ di ordinare il sequestro in via amministrativa dei predetti scritti, disegni e oggetti figurati.

113. (art. 114 T.U. 1926). - Salvo quanto Ŕ disposto per la stampa periodica e per la materia ecclesiastica, Ŕ vietato, senza licenza dell'autoritÓ locale di pubblica sicurezza, distribuire o mettere in circolazione, in luogo pubblico o aperto al pubblico scritti o disegni.

╚ altresý vietato, senza la predetta licenza, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, affiggere scritti o disegni, o fare uso di mezzi luminosi o acustici per comunicazione al pubblico, o comunque collocare iscrizioni anche se lapidarie.

I predetti divieti non si applicano agli scritti o disegni delle autoritÓ e delle pubbliche amministrazioni, a quelli relativi a materie elettorali, durante il periodo elettorale, e a quelli relativi a vendite o locazioni di fondi rustici o urbani o a vendite all'incanto.

La licenza Ŕ necessaria anche per affiggere giornali, ovvero estratti o sommari di essi.

Le affissioni non possono farsi fuori dei luoghi destinati dall'autoritÓ competente.

La concessione della licenza prevista da questo articolo non Ŕ subordinata alle condizioni stabilite dall'art. 11, salva sempre la facoltÓ dell'autoritÓ locale di pubblica sicurezza di negarla alle persone che ritenga capaci di abusarne. Essa non pu˛ essere data alle persone sfornite di carta di identitÓ.

Gli avvisi, i manifesti, i giornali e gli estratti o sommari di essi, affissi senza licenza, sono tolti a cura dell'autoritÓ di pubblica sicurezza.

114. (art. 115 T.U. 1926). - ╚ vietata l'inserzione, nei giornali o in altri scritti periodici, di avvisi o corrispondenze di qualsiasi genere che, anche in modo indiretto o simulato, o con un pretesto terapeutico o scientifico, si riferiscano ai mezzi diretti a impedire la procreazione o a procurare l'aborto.

╚ altresý vietata l'inserzione di corrispondenze o di avvisi amorosi.

╚, inoltre, vietato di pubblicare, nei giornali o in altri scritti periodici, ritratti dei suicidi o di persone che abbiano commesso delitti.

I giornali o gli scritti periodici, con cui si contravviene alle disposizioni di questo articolo, sono sequestrati in via amministrativa dall'autoritÓ locale di pubblica sicurezza.

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